Vago vacuo

Vago vacuo
Nel vuoto muto
Di queste mura, sole;
Ora là abbazia delle cure
Ricordi il calpestare
Di coloro cui giovasti,
Persone e fiere.
Veterinaria m'insegnasti
L'arte degli innocenti,
Dei tuoi eredi
Avrò premura,
E sicché dov'è amore
Non viene mai sera
Concederò l'ammenda
A questa pena;
Poiché ciascuno
Ha qualche colpa,
Complice d’un abisso
Opaco.

Dedicata: Ai miei studi, che mi hanno permesso di sostare sul significato delle nostre passioni, di riflettere sulla capacità dell’uomo d’incontrare la meraviglia, intendere il bello, afferrare la perseveranza e concepire il dovere come forma d’amore. (La parola “Fiere” è una bicefalia: s’intende infatti sia “animali, bestie” che “feste, baraonde, parapiglia”)

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