Una luna di latte
Una luna di latte
Ti rendo Atena,
Orfana del trascorrere
Maligno,
Col mondo ignaro
Del tuo ingegno.
Cosi traballi,
Nella sciagura,
Cavalcando piano.
E di terre rare
Rimerò per te, dea,
Perché la favola
Ti prenda.
Ti rendo Atena,
Orfana del trascorrere
Maligno,
Col mondo ignaro
Del tuo ingegno.
Cosi traballi,
Nella sciagura,
Cavalcando piano.
E di terre rare
Rimerò per te, dea,
Perché la favola
Ti prenda.
Dedicata:
Ad Atena, Puledra orfana di madre, metafora delle sofferenze che crediamo troppo spesso ad appannaggio solo umano; perciò il poeta diviene unico interprete capace di tradurre l’angoscia di quest’anima muta.
Il primo verso si riferisce alla ciotola da cui veniva somministrato il latte in polvere ricostituito che data la forma della prima e il colore dell’ultimo ricordava l’astro notturno.
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