Il mercante e il vino
Nell’era in cui gli uomini d’affari viaggiavano, invece che su di una cento cavalli, in groppa al miglior purosangue della regione, si dà il caso che una sera il più ricco del mondo allora conosciuto, trottasse alla volta di un sentiero boschivo; fu allora che si interruppe, sorprendere di ciò che vedeva verso il sole che tramontava: una radura abbastanza grande da contenere, sulla destra, un piccolo dolce vigneto e sulla sinistra un fiume cristallino che partoriva un incantevole laghetto, una piccola casupola era incastonata nel mezzo, non troppo diversa da come ve la potete immaginare e un simpatico vecchietto sedeva in quel frangente su una sedia a dondolo insieme a una tartaruga azzurra, davanti alla porta della dimora. Il ricco mercante, che era assetato, pensò bene di chiedere al vecchio un bicchiere di buon vino, allora scese da cavallo, lo legò a una staccionata e cominciò ad avvicinarsi, fu allora che la tartaruga cominciò ad urlare:
<<Guarda! Guarda! Guarda!
Un riccone sapientone,
con i rubini ai polsini,
con di seta il giubbotto e d’oro il panciotto>>.
E ciò detto si gettò nel laghetto,
il mercante non se ne curò troppo poiché a quei tempi vedere un animale parlare a mo’ d’umano era insolito, ma non incredibile, e lui che il mondo conosciuto, per affari, lo aveva girato tutto, quattro o cinque volte gli era capitato di vedere animali così, continuò allora a camminare, finché non raggiuse il vecchio e gli chiese da bere; lui sorrise e senza dire nulla gli diede un bicchiere, poi versò il vino, il mercante ne trangugiò un sorso tanta era la sete, ma se ne pentì subito, poiché si accorse che quel vino, era pari solo all’ ambrosia degli dei, quindi bevve le restanti gocce come fossero le ultime e le più buone della su vita; allorché ebbe finito, pensò che non doveva farsi sfuggire quell’ affare, il vecchio era probabilmente rimbambito e possedeva sicuramente una piccola scorta di quella bevanda meravigliosa, sicuramente avrebbe potuto tirare un buon prezzo così disse:
<<Quanto vuole per questo vino?>>
Il vecchino replicò:<<Quanto siete disposto a pagarlo!>>
<<Sono disposto a pagarlo due fiorini d’oro…>>
<<Non cerco soldi mi spiace!>>
<<Cosa vuole che le dia?>> disse scocciato mercante,
<<Voglio piuttosto che faccia qualcosa…>>
<<Cosa vuole che faccia?>> disse ancora più scocciato,
<<Guardi che questo deve capirlo da solo mio caro…>>.
Di là passava per caso anche un poveretto a cavallo di un asinello, che sentendo il mercante chiedere con insistenza quella bevanda, pensò che se l’avesse presa lui ne avrebbe guadagnato abbastanza da vivere per sempre felice con la moglie e i figli, non possedeva che un piatto di fagioli ma sperava nel buon cuore del vecchietto, E mentre raggiungeva la casa, la tartaruga dalla riva dello stagno si rimise a strepitare:
<<Guardate! Guardate! Guardate!
Un poveretto senza tetto,
coi bambini affamati
i calzini bucati
e i congiuntivi sbagliati!>>.
Egli si stupì molto sentendo parlale quella bestiola azzurrina ma non si fermò perché pensava di più alla fame dei bambini che lo aspettavano a casa e arrivato alla porta prese a supplicare il vecchio:
<<Mio caro vecchino, quest’ uomo che ti chiede il vino è ricco e ha già tutto ciò che gli può servire, io invece sono povero i miei bambini hanno fame, se tu mi cedi il vino lo venderò e non ne avremo più, mi appello al vostro buon cuore e vi chiedo per favore di dare a me quella bevanda, anche se non ti posso offrire che un piatto di fagioli>>.
Il mercante si mise a ridere ma non si accorse che nel frattempo il vecchio era entrato in casa, ne uscì con tre cassette di vino in spalla che consegnò al poveretto, che quasi in lacrime rispose:
<<Grazie di tutto cuore>>, e si avvio verso il suo asinello per partire alla volta della città più vicina. Il mercante stupito e adirato dalla decisione del vecchio gli chiese:
<<Mi scusi, perché mai ha dato a quel nullatenente il vino senza ricevere compenso, e a me no, che volevo pagarlo?>>,
il vecchio rispose :<< Perché lui, in più di lei, era persona cortese e onesta, lei che di tutto questo non ha niente si merita proprio una bella lezione.>>
Così detto schioccò le dita e come d’incanto il mercante si trovò addosso i sudici vestiti del poveretto che sellando l’asinello si ritrovò a salire in groppa al cavallo del mercante, vestito col giubbotto di seta e i polsini coi rubini, ma come se ciò che sta descritto non fosse diverso da come era prima si allontanò allegramente per la via.
Poi il vecchio continuò: <<Ora hai ciò che ti meriti, cioè nulla, ritorna quando sarai un uomo onesto e beneducato>>.
Il mercante capì allora chi era veramente il vecchietto ovvero un grande mago, così, impotente, se ne tornò al suo asinello, vi salì in groppa e continuò la sua strada, mentre la tartaruga canticchiava allegramente:
<<Eccolo là! Eccolo là! Eccolo là!
il ricco povero che se ne va’,
voleva giocare ed è stato giocato
e ora va via senza un soldo bucato!>>.

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