Il marchese Molto Diffidente
Tra i monti di fracassa c’è valle cheta, e qui si dice vivesse, troppo tempo fa per ricordarlo, un marchese molto diffidente, e sembra si dicesse che a questo signorotto fosse accaduta una vicenda assai singolare.
Successe invero che un dì al palazzo, arrivò un messo con un messaggio, il messaggio era del marchese cugino, che gli chiedeva di prestargli in fretta molti denari per pagare i suoi debiti tutti (Era rimasto addirittura senza ceralacca per il sigillo). Il Marchese, che era molto prudente lesse attentamente la missiva e trovandola estremamente bizzarra, mandò a chiamare un corriere e gli ordinò di partire per la reggia del cugino a chiedere conferma di quanto stesse accadendo, nel frattempo il messo del messaggio si asciugò la fronte, e il marchese, che lo aveva notato, arguendo fosse un gesto di disagio ancor di più si convinse che doveva esserci qualcosa di sospetto. Mandò a chiamare la Marchesa per chiedergli consiglio, lei disse di riconoscere la scrittura del cugino, ma il marchese che era molto sospettoso, pensò che il teatro potesse essere stato ordito da lei stessa per il fine di ottenere soldi con cui comprare più gioielli, allora poco convinto, mandò a chiamare il ciambellano, che ribadì di riconoscere la scrittura del parente, ma il marchese era molto accorto e meditò che anche lui poteva essere in combutta per ottenere del denaro, allora mandò a chiamare il saggio di corte e anch’egli confermò quanto detto dalla marchesa e dal ciambellano, ma poiché più di una volta aveva chiesto liquidi per ampliare la biblioteca, al marchese molto giudizioso non bastò neppure quella testimonianza. Cominciò a chiamare tutti quelli che gli venivano in mente: Il capo delle guardie, il tesoriere, la cuoca, la governante, le domestiche, i paladini, che anche se non avevano mai letto delle sue lettere conoscevano il familiare, che meno di raramente veniva a visitare il borgo, continuò con lo stalliere, il pescivendolo, il macellaio, la panettiera, il parroco, il locandiere, il sarto, il medico e tutti i bambini del borgo e quando non vi rimase nessun altro a cui chiedere, nella sala del trono c’era una tale confusione che il marchese cominciò a dubitare perfino di se stesso e della sua diffidenza. Decise di tirare i dadi e la sorte decretò per spedire i contanti al cugino che ristabilì le sue finanze e per ringraziamento restituì al marchese il doppio della somma, ma il suddetto anche dopo tutta quella fiera, non smise mica, di essere molto diffidente.
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