Il centesimo giorno

Moltissimo tempo addietro, il caso volle che molti re e regine stabilissero un trattato affinché i loro regni vivessero in pace; stabilirono anche che ogni due anni, a turno, un regnante avrebbe indetto una festa in onore dell’accordo e avrebbe invitato tutti gli altri reali con cui aveva stipulato il contratto. Fu durante uno di questi banchetti che Elisio de Ferolis, principe di Reggia caduca, incontrò Selenia Cappatonda, principessa di Salilandia, se ne innamorò perdutamente, tanto che, prendendo il coraggio a quattro mani, la mezzanotte della sera stessa, le chiese di concedergli la sua mano. La principessa però, viziata e dal cuore di ghiaccio per colpa di un arcano incantesimo infieritogli quando ella era solo una bimba indifesa, rispose:

<<Accetterò di sposarti solo se resterai cento giorni e cento notti nel giardino antistante al mio balcone, senza allontanarti mai e per nessun motivo, ad aspettare che il mio cuore si sciolga>>.

Elisio accettò la proposta e il giorno seguente era già sotto la finestra di Selenia ad attendere, l’inverno era alle porte e già cominciava a fare freddo, tutti gli animali andavano in letargo e si rintanavano nelle tane al calduccio, gli uccelli migravano altrove e gli spazzacamini andavano in giro per le città cercando persone che i comignoli otturati impedivano di scaldarsi, Elisio però non si muoveva dal giardino e il suo amore al decimo giorno già cominciava a farsi strada nella crosta ghiacciata che ricopriva il cuore della principessa. Poi arrivò il vero inverno, che con il suo freddo e le sue tempeste ricoprirono il principe di una spessa coltre di neve ed il venticinquesimo giorno Selenia si affaccio e gli disse:

<< Non ti sei forse già stufato di attendere? Non patite tanto il freddo da decidere di rinunciare?>>,

Il principe rispose: << Non posso sentire freddo perché sono coperto dal calore dell’amore che provo per voi.>>.

La principessa richiuse la finestra stizzita, ma l’amore di Elisio come una nave rompighiaccio, sempre più apriva una breccia nel ghiacciaio della sua amata, e anche lei senza accorgersene iniziava a volergli bene.

L’inverno finì e la primavera prese il suo posto, i fiori presero a sbocciare e tutta la natura lentamente si risvegliava, però il principe era sempre lì, sferzato dagli ultimi venti freddi e punto dalle api e dalle formiche rosse, inoltre il polline lo faceva starnutire e le scorte di cibo che aveva portato con se stavano per finire. Così la mattina del sessantaseiesimo giorno Selenia si affacciò di nuovo e chiese a Elisio:

<<Dopo tutte le punture degli insetti e la fame, hai ancora voglia di aspettarmi?>>

Il principe rispose:<<L’amore che mi avvolge, è tanto grande da sanare ogni ferita.>>.

Sentendo quella risposta, Selenia, scoprì di amare Elisio, ormai l’amore del principe aveva rimosso ogni ghiacciolo incastonato nel suo cuore, ma esso era ancora freddo tanto era stato il tempo di prigionia nel ghiaccio. La principessa allora chiuse in fretta le tende per nascondere il sorriso che le era nato in volto.

Passarono i giorni e sempre più si sgelava il suo cuore, sempre più Selenia impazziva d’amore, sempre più era in apprensione per il suo amato, che continuava a sedere sotto il balcone. I giorni d’attesa stavano per finire e anche la primavera lasciava il posto all’estate. Il novantatreesimo giorno il sole era alto nel cielo e il caldo afoso sembrava volesse incendiare tutti i fienili del paese, la principessa preoccupata, chiese a Elisio se volesse entrare per trovare refrigerio ma lui le rispose:

<<Non riesco a sentire il caldo perché il tuo cuore di ghiaccio porta nel mio lo stesso freddo intenso.>>, Selenia mugolò qualche parola arrossendo e si ritirò per la timidezza.

 Ormai Selenia non resisteva più, ogni giorno di quei sette giorni mancanti voleva spalancare la finestra e chiedere a Elisio di sposarla, non lo fece, ma avrebbe dovuto farlo, perché arrivato il mezzogiorno del novantanovesimo giorno, Elisio si alzò e fece per andarsene. La principessa come lo vide, corse nel giardino tanto in fretta che la corona cadde per le scale e le scarpe schizzarono via dai piedi. Appena lo raggiunse tentò di abbracciarlo, ma dovette ritrarsi, perché il principe sprigionava un freddo acuto, pochi passi ancora riuscì a compiere, poi Elisio si trasformò in una statua interamente scolpita nel ghiaccio, e allora Selenia comprese, il ghiaccio dell’incantesimo che si era sciolto dal suo cuore aveva contaminato quello del principe, e ora che lei poteva amarlo, lui non poteva più.

Nessuno sa cosa successe dopo, c’è chi dice che la principessa avesse pianto per cento giorni e cento notti, sciogliendo con le sue lacrime il ghiaccio nel cuore del principe e fuggendo con lui verso una vita di felicità, altri pettegolezzi invece, recitano che partì con una carrozza nella notte per cercare un mago che sciogliesse il maleficio e che ancora oggi vaga per il mondo, sperando di poter riabbracciare, un giorno, colui che per amarla, si fece carico della sua malattia.

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