Carne

Io che ho nel cuore la marina brulla
Non sono sordo alla voce fanciulla, 
Ammutolito ascolto il tuo lamento
Che ancoi si spegne greve sul cemento, 
Per il tuo vivere nulla ho potuto
Quando nonna mi porse il piatto avito
E nell'assassinio della tua innocenza
Nell'uomo appare del mostro la parvenza. 
Ma se io posso per te piangere e gridare
Alla mia stirpe nulla posso biasimare, 
E del ricordo non sono io assassino
Indi costretto a mendicar perdono.
Se questa mano mai brandì il coltello insanguinato
Da essa stessa il tempo non sarà spezzato.

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