Ah come alle sponde
Ah come alle sponde
Del mare di cemento
S'ode tremolare
Un flebile lamento,
Come d'un dire ascolto,
Sordo, flebile, confuso
Eppure dalle rocce
Così lauto profuso.
Là tra le vie vuote
degli alti pioppi
Nascosto invero
da sparuti scoppi,
Sta il muto gemito
Del folto bosco,
Nella notte fioca
Ed il buio fosco.
Non domandare com'è
Che sia il trambusto
Bensì il perché
del pianto giusto,
Di chi vede taciturno
Cader come fuscelli
Quelli che in semi
Furon suoi fratelli.
Ora è là solo
Tra la terra scarna
E solo anela
La persa campagna,
I rami nudi volge
In preghiera verso il cielo,
Quanta pietà
Per quel triste melo.
Del mare di cemento
S'ode tremolare
Un flebile lamento,
Come d'un dire ascolto,
Sordo, flebile, confuso
Eppure dalle rocce
Così lauto profuso.
Là tra le vie vuote
degli alti pioppi
Nascosto invero
da sparuti scoppi,
Sta il muto gemito
Del folto bosco,
Nella notte fioca
Ed il buio fosco.
Non domandare com'è
Che sia il trambusto
Bensì il perché
del pianto giusto,
Di chi vede taciturno
Cader come fuscelli
Quelli che in semi
Furon suoi fratelli.
Ora è là solo
Tra la terra scarna
E solo anela
La persa campagna,
I rami nudi volge
In preghiera verso il cielo,
Quanta pietà
Per quel triste melo.
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